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Le evidenze del revisore contabile

L'articolo illustra le caratteristiche delle evidenze di revisione ossia delle prove che il revisore legale dei conti deve acquisire per l'espressione dei propri giudizi.

Le evidenze del revisore contabile sono quelle informazioni, quelle prove sulla base delle quali il revisore fonda le proprie deduzioni e, quindi, i propri giudizi.

Le evidenze di revisione possono essere le più varie, sicuramente lo sono i documenti e le registrazioni contabili ma anche statistiche, risposte a questionari sottoposti alla direzione, conferme da parte di soggetti terzi ed estranei all’impresa. Non esiste un elenco tassativo, ogni informazione può costituire evidenza purché sia: pertinente, accurata, attendibile, dettagliata, precisa e completa.

Al revisore è richiesto di acquisire adeguati elementi probativi a supporto dei propri giudizi. L’adeguatezza degli elementi probativi acquisiti dipende dallo specifico incarico e non attiene unicamente all’aspetto quantitativo (tante informazioni) ma anche, e soprattutto, dalla qualità e dall’attendibilità delle evidenze acquisite.

La definizione di questi aspetti avviene in fase di pianificazione dell’incarico in relazione al rischio di revisione individuato. Quanto determinato in fase di pianificazione deve, ovviamente, poi essere modulato, rivisto ed anche riprogrammato a seconda dell’evoluzione dell’incarico. La pianificazione iniziale è però determinante, in questa fase si conosce la società, le dimensioni rilevanti dell’ attività, la qualità del sistema di controllo interno e si decidono, quindi, la qualità e la quantità degli elementi probativi da acquisire per ogni specifica e singola area.

In estrema sintesi il Revisore contabile è chiamato ad acquisire elementi probativi sufficienti da un punto di vista quantitativo e qualitativo.

La qualità delle evidenze di revisione acquisite è connessa alla loro pertinenza in relazione all’obiettivo di revisione ed alla loro attendibilità, che, invece, dipende dalla fonte, dalla natura, dalle circostanze e dalle modalità con cui le evidenze sono state acquisite.

La quantità delle evidenze di revisione è invece connessa alla loro numerosità.

L’acquisizione delle informazioni deve avvenire da parte del revisore con un atteggiamento di “scetticismo” il che implica che il revisore deve dubitare di quanto è sottoposto alla sua analisi ed acquisire elementi probativi che devono essere fra loro concordanti (si potrebbe dire che le informazioni devono essere incrociate e confrontate).

In sostanza non ci si deve fermare alla prima evidenza.

Elementi probativi acquisiti da fonti differenti e con modalità diverse qualora conducano a medesime conclusioni rappresentano, quindi, un evidente conforto per il revisore ed un’ottima base per il proprio giudizio.

 

In breve

 

Le evidenze di revisione sono informazioni che devono essere pertinenti, accurate, attendibili, dettagliate, precise e complete.

Rileva sia l’aspetto quantitativo (numerosità) che qualitativo (pertinenza ed attendibilità).

Gli elementi probativi, pur acquisiti da fonti differenti  (valutate dal revisore con il necessario scetticismo professionale) devono condurre a medesime conclusioni.

 

 

 

Gli elementi probativi, le evidenze, sono acquisite dal revisore durante l’esecuzione dell’incarico in sostanza nell’espletamento delle cosiddette procedure di revisione, definite in sede di pianificazione del lavoro e adeguate a seconda degli esiti della revisione durante lo svolgimento dell’incarico.

 

Le procedure di revisione che conducono all’acquisizione degli elementi probativi sono: i) i conteggi; ii) le ispezioni; iii) le conferme iv) le analisi comparative e v) le osservazioni.

Di seguito una sintetica descrizione delle procedure.

Conteggi: trattasi di verifiche effettuate dal revisore per determinare se la registrazione contabile, il valore evidenziato in contabilità può ritenersi ragionevolmente corretto;

Ispezioni: consiste nell’esame dei registri e della documentazione contabile nonché dell’esistenza di beni;

Conferme: sono le procedure di revisione che comportano la richiesta di conferme da parte di soggetti sia interni che esterni alla società circa elementi di cui potrebbero essere a conoscenze. Queste procedure sono formalizzate in interviste (risposte a questionari) oppure in richiesta di conferme scritte in relazione a determinate grandezze o a determinati fatti e circostanze;

Analisi comparative: trattasi di procedure che consistono nella determinazione di statistiche e nel confronto di grandezze al fine di determinarne la ragionevolezza. Sono esaminati gli scostamenti (per esempio delle grandezze di bilancio da un esercizio rispetto a quello precedente) ed è valutato se gli scostamenti rilevati sono anomali o meno;

Le osservazioni: il revisore chiede di poter esaminare concretamente alcune procedure aziendali oppure un’operazione nel corso del suo svolgimento. Le osservazioni sono determinanti al fine di giudicare in modo appropriato il sistema di controllo interno (il classico esempio di osservazione consiste nella diretta partecipazione alle procedure di inventario del magazzino).